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NORD, "UN IMPORTANTE BACINO PER LA NOSTRA ORGANIZZAZIONE"

Secondo appuntamento del segretario generale, Renata Polverini, con le Unioni territoriali.

Dopo Napoli, è stata la volta di Milano dove si sono riuniti, al Doria Hotel, i segretari regionali e provinciali del Nord: Triveneto, Liguria, Lombardia e Piemonte. Una sala gremita e attenta a dimostrazione della volontà di rafforzare e valorizzare ancora di più la presenza e l’attività dell’Ugl nelle regioni del Nord che rappresentano, ha detto Polverini, “un importante bacino per la nostra organizzazione. Vedere questa sala così affollata e determinata, è il segno tangibile che le Unioni del Nord sono pronte ad affrontare con impegno il nuovo corso dell’Ugl”.

Alla presenza di una folta rappresentanza della segreteria confederale, Giulio Del Bon, Fulvio De Polo, Serafino Cabras, Marina Porro, Paolo Segarelli, Rolando Vicari, e del segretario della Utl Milano, Stefano Salamone, Polverini ha ricordato ai tanti iscritti e segretari presenti, gli obiettivi da tenere a mente per i prossimi anni e che sono messi nero su bianco nel documento politico approvato al Congresso di febbraio. “La nostra Bibbia”, ha sottolineato Polverini cogliendo l’occasione per annunciare che la Confederazione ha ottenuto la rappresentatività all’interno dell’Aran riconquistando un ruolo importante nel pubblico impiego.

“Un traguardo che ci eravamo posti e che abbiamo raggiunto. Ora dobbiamo continuare a lavorare tutti insieme per raggiungere gli altri obiettivi che ci siamo posti: riportare al centro delle politiche governative il lavoro, recuperare una maggiore attenzione per le famiglie, per le donne, per gli anziani, per i disabili. E, non secondariamente, garantire al lavoratore, e quindi al cittadino, la presenza di un sindacato forte, il nostro, capace di unire alla tutela del lavoratore l’attività di servizio al cittadino”. I segretari confederali hanno sottolineato, rivolgendosi ai segretari di Unione, l’esigenza di rafforzare una maggiore dialettica interna. Come lo è la formazione che non vuol dire solo conoscere i contratti e le norme, ha specificato il segretario generale, “ma anche capacità di interagire ai diversi livelli di competenza con le istituzioni, con le realtà del proprio territorio con le altre confederazioni sindacali. Orgogliosi della nostra storia, dell’esperienza di cinquantenni di lotte al fianco dei lavoratori che abbiamo alle spalle e che, da sempre, ci qualifica sindacalisti. Veri.”


FIRMATO L'ACCORDO SUL PUBBLICO IMPIEGO

Aumenti salariali del 5,01%               [Preleva l'Accordo]

Raggiunto l'accordo a Palazzo Chigi per il rinnovo dei contratti pubblici.
La percentuale di aumento salariale è del 5,01%. L'intesa è stata sottoscritta dall'Ugl, dalla Cgil, dalla Cisl, dalla Uil, dalla Cisal e dalla Confsal. Non ha firmato la Rdb.
"L'aumento del 5,01% ottenuto dai sindacati per il rinnovo del contratto del pubblico impiego - ha commentato il vice segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini - rappresenta il massimo possibile che si poteva raggiungere in una situazione economica particolarmente sfavorevole".

La stessa Polverini ha dichiarato di essere "soddisfatta per l'intesa faticosamente raggiunta che sembrava irraggiungibile". "Abbiamo raccolto l'invito del governo di partecipare al confronto che si aprirà sulla revisione del protocollo del '93, relativamente alla categoria del pubblico impiego - ha aggiunto Polverini al termine del confronto a Palazzo Chigi - Siamo disponibili inoltre ad esaminare nell'ambito del rinnovo dei contratti di secondo livello ulteriori modalità per incentivare la produttività e la qualità dei servizi della pubblica amministrazione". Soddisfazione è stata espressa anche dal governo. Secondo il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, siamo davanti ad "un protocollo d'intesa equilibrato.

Un accordo importante, ha insistito il titolare di Via XX Settembre, per almeno tre motivi: "il potere d'acquisto; l'efficienza della macchina statale che è fondamentale per lo sviluppo se funziona, mentre in caso contrario rappresenta un freno; per evitare di trasmettere uno shock nel sistema produttivo che è da evitare".
A sua volta, il ministro della Funzione pubblica, Mario Baccini, ha aggiunto: "Questo contratto si inserisce in una politica più ampia: quella dell'iniziativa del governo per rilanciare la competitività". "Il contratto - ha proseguito Baccini - è una scelta politica in linea con le procedure di semplificazione, della lotta agli sprechi, all'attenzione del meccanismo del silenzio-assenso".

L'accordo raggiunto, dopo una vertenza durata 17 mesi, prevede, come già accennato, aumenti del 5,01% (un incremento salariale che per i ministeriali vale 100 euro a regime) per il 2004-2005 da riparametrare sui vari contratti. L'accordo prevede che una parte degli incrementi (almeno lo 0,5% delle risorse) sia destinata "alla incentivazione della produttività dei dipendenti" e impegna le parti a un "confronto sui temi della mobilità" utile ad accompagnare i processi innovativi. Il Governo nell'accordo avrebbe voluto inserire anche una parte sulla revisione del modello contrattuale, parte che però è stata inserita in una lettera indirizzata alle confederazioni. In questa il Governo spiega che "intende promuovere, in vista dell'avvio della prossima tornata contrattuale, un incontro di verifica tra le parti finalizzato alla valutazione del sistema contrattuale previsto dal protocollo del 23 luglio 1993, al fine di apportare, ove necessario, gli eventuali correttivi".

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